Benessere provocato dagli spazi Verdi

Le aree verdi fanno bene alla salute. Gli effetti diretti sul benessere mentale e fisico si realizzano in due modi. Il primo consiste nel limitare l’esposizione e la percezione delle condizioni ambientali ostili, attraverso la riduzione dell’inquinamento acustico e atmosferico, l’occultamento di strutture e infrastrutture sgradevoli alla vista, la tutela della privacy e la riduzione della sensazione di affollamento. Il secondo meccanismo prevede effetti di tipo ristorativo che nascono dal “panorama” acustico offerto dai parchi urbani, dalla visione della bellezza estetica della natura e dalla promozione delle attività ricreative nelle aree naturali. Il contatto con la natura delle nostre città influenza la salute mentale favorendo il ripristino del benessere cognitivo, come nel caso del recupero di uno stato emozionale positivo dopo un evento di stress acuto.

Le aree verdi ci tengono in forma. Sia nei giovani sia nell’anziano, l’abbondanza del verde urbano aumenta i livelli di attività fisica, dal trasporto attivo a piedi e in bicicletta, alle attività ricreative e sportive, producendo così una serie di rinomati benefici per la nostra salute. La semplice passeggiata rappresenta l’attività fisica più frequente nelle città, ed è proprio alla passeggiata che alcuni ricercatori attribuiscono il principale ruolo di connessione tra il verde urbano e il miglioramento della salute fisica. Un altro elemento che lega il verde alla salute e al benessere nelle città è rappresentato dalla coesione sociale. Complice la fruibilità di spazi verdi comuni, gli studiosi suggeriscono che a giovarne siano per esempio i rapporti tra i vicini. Un caso particolare di condivisione degli spazi è quello degli orti urbani, fenomeno di riqualificazione e valorizzazione degli spazi urbani che negli ultimi anni sembra diffondersi sempre più anche nel nostro Paese. Alcuni ricercatori giungono persino a individuare un collegamento tra la presenza della vegetazione e la riduzione degli episodi di violenza, come i comportamenti aggressivi nell’ambiente domestico e l’incidenza di crimini e arresti. Infine, secondo gli autori di un curioso studio francese, la visita a un parco urbano promuove il comportamento altruistico.

Le prime evidenze di questo tipo furono riportate negli anni Ottanta da Roger Ulrich, il quale dimostrò che la visione di contesti urbani più naturali favorisce un più rapido recupero dalle situazioni di stress. Un altro meccanismo è quello suggerito dalla teoria della rigenerazione (ART, Attention Restoration Theory). Questa si applica alle condizioni di affaticamento cognitivo, cioè causate da un’attenzione ostinata e direzionata su qualcosa di particolare. In questo senso, la visione o il contatto con la natura sono considerati utili stratagemmi di rilassamento e di re-indirizzamento dell’attenzione. Insieme al recupero dallo stress e dall’affaticamento mentale, gli effetti calmanti del verde agirebbero anche nei confronti di stati d’animo come la rabbia, l’ansia e la tristezza. Infine, i bambini che trascorrono più tempo nel verde presentano una riduzione dell’incidenza di disturbi del comportamento, e in particolare un miglioramento dei sintomi dell’ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività).

Bambini cresciuti in un ambiente rurale hanno un sistema immunitario più sviluppato e sono meno predisposti a malattie allergiche e respiratorie rispetto ai bambini che vivono nei contesti urbani

Remes S.T., Iivanainen K. , Koskela H., Pekkanen J., 2003. Which factors explain the lower prevalence of atopy amongst farmers’ children? Clin Exp Allergy. 2003 Apr; 33 (4): 427-34.

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/12680856/

Il contatto quotidiano con animali domestici permette lo sviluppo di un sistema immunitario più efficiente

Tun H.M., Konya T., Takaro T.K., Brook J.R., Chari R., Field C.J., Guttman D.S., Becker A.B., Mandhane P.J., Turvey S.E., Subbarao P., Sears M.R., Scott J.A., Kozyrskyj A.L., 2017. Exposure to household furry pets influences the gut microbiota of infants at 3–4 months following various birth scenarios. Microbiome (2017) 5:40 DOI 10.1186/s40168-017-0254-x.

https://microbiomejournal.biomedcentral.com/articles/10.1186/s40168-017-0254-x

80 minuti/die di attività all’aperto possono diminuire del 50% la probabilità di sviluppare miopia

Lui M, Xiang F, Zeng Y, et al., 2015. Increasing Children’s Time Spent Outdoors Reduces the Incidence of Myopia . JAMA. 314 (11): 1142-8.

https://jamanetwork.com/journals/jama/fullarticle/2441261

Vivere in prossimità delle Aree Verdi urbane riduce l’incidenza della mortalità dei residenti

Uno dei dati più eclatanti è quello recentemente riportato dai ricercatori spagnoli del Centre for Research in Environmental Epidemiology (CREAL), secondo i quali vivere in prossimità delle aree verdi urbane riduce l’incidenza della mortalità dei residenti. Ma quella del CREAL è solamente una tra le numerose evidenze che testimoniano il ruolo fondamentale del verde urbano per la tutela del nostro benessere. Il verde urbano contribuisce al benessere della popolazione attraverso diversi fattori dalla promozione dell’esercizio fisico e dei contatti sociali alla riduzione dell’incidenza di numerose patologie. Infine, i dati che più colpiscono l’attenzione sono quelli riferiti ai dati di mortalità, risultati ottenuti dagli spagnoli del CREAL, frutto dell’analisi degli studi condotti su oltre 40 milioni di cittadini nel mondo, confermano quanto anticipato nel 2008 in uno studio pubblicato sulla The Lancet. Secondo i ricercatori, la maggiore disponibilità di verde urbano favorisce la riduzione dei tassi di mortalità ed esercita un potenziale effetto protettivo di tipo cardiovascolare.

Secondo uno studio tedesco, il rischio di ammalarsi si riduce sensibilmente in presenza di aree verdi entro il raggio di un chilometro dalla residenza. Gli effetti salutari sono stati rilevati nei confronti di patologie cardiovascolari, muscolo-scheletriche, mentali, respiratorie, neurologiche e digestive, e risultano particolarmente significativi per la depressione ed i disturbi d’ansia. Questo viene imputato alla riduzione dello stress e agli effetti del maggior esercizio fisico, come la diminuzione del rischio di sovrappeso, obesità e dell’insorgenza di patologie croniche. La lista dei benefici includerebbe la riduzione della pressione arteriosa, del battito cardiaco, dei livelli di cortisolo – noto anche come “ormone dello stress” – e il miglioramento delle difese immunitarie. L’attenuazione dell’inquinamento atmosferico è forse il più popolare tra gli effetti del verde urbano. Considerando il legame tra l’inquinamento atmosferico e l’incidenza delle patologie respiratorie, gli alberi e la vegetazione in generale costituiscono validi strumenti per ridurre la presenza di inquinamenti presenti nell’aria in forma di gas come ozono, ossidi di azoto e zolfo, particolato. I gas sono sequestrati dalle foglie attraverso processi di assorbimento, il particolato viene intercettato dalle superfici della pianta determinandone la rimozione dall’aria. Sebbene l’efficienza dipenda in gran parte dalla tipologia della pianta, si stima che alberi di grandi dimensioni possano aumentare la superficie di deposizione fino a 12 volte. Studi condotti nelle città di Londra e New York suggeriscono che il verde urbano può ridurre l’incidenza di malattie respiratorie nella popolazione adulta e nel bambino.

Il rumore delle città è un’altra forma di disturbo mitigabile dalla presenza del verde

Come affermano molti autori, anche l’inquinamento acustico, seppur meno noto e di minor impatto rispetto a quello atmosferico, può produrre importanti conseguenze sulla nostra salute, dall’innalzamento della pressione arteriosa nell’adulto ai possibili effetti cognitivi e neuro-comportamentali nel bambino. Secondo alcuni modelli di simulazione, la presenza di vegetazione in un giardino potrebbe offrire una riduzione di circa 3 dB del rumore prodotto dal traffico veicolare.

Circa il 54% della popolazione mondiale vive in città: questo significa che spazi verdi e spazi blu influenzano la qualità di vita di oltre metà della popolazione mondiale

Secondo le Nazioni Unite, promuovere lo sviluppo delle aree verdi urbane rappresenta un impegno necessario sia per il miglioramento della qualità di vita sia per l’educazione civica del principio di comunità.

Con indagine del 2013 condotta su oltre 70 città europee la soddisfazione degli abitanti rispetto alle aree verdi è generalmente alta

Purtroppo per l’Italia, alcune delle nostre città si collocano in fondo alla classifica. Un altro dato scoraggiante riguarda l’impatto dell’inquinamento atmosferico sulla nostra salute. Il nostro paese conquista in questo caso l’ultima posizione in Europa. Ma ci sono anche le buone notizie. Spazi verdi e spazi blu migliorano la vita nelle nostre città, contrastano l’inquinamento, ci proteggono dalle malattie, riducono la mortalità e ci rendono più felici. Forse, persino più buoni. L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda una superficie minima di 9 m² di spazio verde per abitante; in Italia, i metri quadrati di verde disponibile per abitante sono ben 30.

Un ritorno alla natura può aiutare a curare la cosiddetta “dipendenza da Internet”

Nel Parco della Majella si è parlato di Iad (Internet addiction disorder), una patologia dai devastanti effetti.

Durante il Festival del benessere che si è chiuso ieri a Caramanico Terme, nel Parco della Majella, si è parlato di Iad – Internet addiction disorder – una patologia dai devastanti effetti figlia indiretta dell’era dei social media.

Dal dibattito, cui ha partecipato Federico Tonioni, psichiatra e direttore dell’Ambulatorio dipendenze da internet del Policlinico Gemelli di Roma, è emerso che riprendere il contatto con la natura, con gli animali, con l’attività fisica all’aria aperta può essere una terapia straordinaria per curare gli adolescenti affetti dalla cosiddetta “dipendenza da Internet”, quando questa sfocia in vera e propria patologia. «Recuperare la variabilità del mondo esterno – è stato spiegato al convegno – magari praticando tutte le attività che l’ambiente naturale di un parco consente di svolgere, come correre, andare in bicicletta, arrampicare in montagna, osservare gli animali in natura è una vera e propria terapia per questi giovani. Un modo per sfogare la rabbia repressa che accumulano passando le giornate davanti allo schermo di un computer o di uno smartphone che altrimenti può sfociare in depressione o viene psico-somatizzata in vere e proprie patologie».

Insomma, niente come l’ambiente naturale, con la sua innata variabilità e con la sua ricchezza di stimoli è capace di restituire a quegli adolescenti che hanno trasferito on-line la loro vita sociale la sensorialità corporea che una esagerata vita virtuale può togliere. Greenreport.it Quotidiano per un’economia ecologica. Comunicazione. Scienze e Ricerca. [5 Giugno 2017]

https://www.greenreport.it/news/comunicazione/un-ritorno-alla-natura-puo-aiutare-curare-la-cosiddetta-dipendenza-internet/